proiezione di:

 

 

 

 
Marina Abramovic "SSS"

Marina Abramovic "SSS"

SSS di MARINA ABRAMOVIC & CHARLES ATLAS

1989 6 min, colore, audio

Marina Abramovic ha collaborato con il videomaker Charles Atlas in questa sorprendente opera autobiografica. La Abramovic offre un monologo che traccia una concisa cronologia personale. Questa storia narrativa, che fa riferimento al suo passato nella ex Jugoslavia, racconta il suo lavoro e le performance, la sua collaborazione con Ulay e la separazione da lui, tutto ciò è interconnesso con le immagini di Marina Abramovic impegnata in gesti simbolici e rituali, come il lavaggio dei piedi, lo sguardo fisso come la Medusa con i serpenti che si contorcono sulla testa. In chiusura, la sua litania che ripete: "tempo passato, presente" La Abramovic invoca il privato e la mitologia in un'affermazione struggente di sé.

Prodotto da IMATCO / Atanor per Televisión Española S.A. El Arte del Video

Charles Atlas (bio)

Charles Atlas è uno degli interpreti di primo piano della produzione di video per la danza, il teatro e la performance. Lavorando in film, video, installazioni, teatro e performance per quattro decenni, ha creato opere per il grande schermo, il teatro, le gallerie d'arte e la televisione. Un pioniere nello sviluppo della media-dance, trasforma questo genere in una collusione provocatoria e ironica tra la fiction, il documentario narrativo e la performance. Ha collaborato con artisti e coreografi internazionali, tra cui Merce Cunningham, Michael Clark, Leigh Bowery, John Kelly, Karole Armitage e Bill Irwin.

Marina Abramovic (bio)

Marina Abramovic è riconosciuta come una delle maggiori professioniste internazionali di performance art. Dal 1976 al 1988 la Abramovic e il suo compagno Ulay hanno intrapreso una rigorosa collaborazione artistica che include molte opere video. Partecipi nei movimenti della body art e della performance arte in europa, hanno creato una serie di performance provocatorie e di rituali intitolati Relation Work. In sintesi hanno creato appuntamenti di grande carica. Sono impegnati in un dialogo sul corpo e sul sé, testando i limiti della resistenza fisica e mentale, il rischio, l'identità maschile e femminile.

 

Screening of:

 

Charles Atlas "SSS"

Charles Atlas "SSS"

 

SSS by MARINA ABRAMOVIC & CHARLES ATLAS

1989, 6 min, color, sound

Marina Abramovic collaborated with videomaker Charles Atlas on this striking work of autobiographical performance. Abramovic delivers a monologue that traces a concise personal chronology. This brief narrative history, which references her past in the former Yugoslavia, her performance work, and her collaboration with and separation from Ulay, is intercut with images of Abramovic engaged in symbolic gestures and ritual acts—scrubbing her feet, staring like Medusa as snakes writhe on her head. Closing her litany with the phrase "time past, time present," Abramovic invokes the personal and the mythological in a poignant affirmation of self.

Produced by IMATCO/ATANOR for Television Espanola S.A. El Arte del Video

Chales Atlas (bio)

Charles Atlas is one of the premier interpreters of dance, theater and performance on video. Working in film, video, installation, theater and performance for four decades, he has created works for screen, stage, gallery, and television. A pioneer in the development of media-dance, he transforms this genre into a provocative and ironic collusion of narrative and fictional modes with performance documentary. He has collaborated with international performers and choreographers, including Merce Cunningham, Michael Clark, Leigh Bowery, John Kelly, Karole Armitage and Bill Irwin.

Marina Abramovic (bio)

Marina Abramovic is recognized as one of the leading international practitioners of performance art. From 1976 to 1988, Abramovic and her partner Ulay undertook a rigorous artistic collaboration that included many video works. Seminal participants in the European body art and performance movements, they created a series of provocative, ritualistic performances entitled Relation Work. In these highly charged events, they engaged in a dialogue of the body and the self, testing the limits of mental and physical endurance, risk, and male and female identities.